Il consenso informato in ambito sanitario è la volontà consapevole espressa dal paziente di sottoporsi a un trattamento diagnostico-terapeutico o medico-chirurgico in tutte le sue fasi.
È disciplinato dalla legge 22 dicembre 2017, che all’art. 1 stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. La norma richiama espressamente il diritto all’autodeterminazione e gli artt. 2, 13 e 32 della Costituzione, nonché gli artt. 1, 2 e 3 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.
Il consenso informato si colloca dunque tra i principi di rango costituzionale, in quanto espressione del diritto di ogni persona di decidere consapevolmente in merito alla propria salute.
Il consenso non si esaurisce nella firma di un modulo
Perché il consenso sia effettivo, non è sufficiente la sottoscrizione di un modulo prestampato.
È ormai principio consolidato in giurisprudenza che il medico debba fornire al paziente informazioni dettagliate in merito alla natura, portata ed estensione dell’intervento, ai suoi rischi, ai risultati conseguibili, alle possibili conseguenze negative e alle alternative praticabili (Cass. 07/01/2026 n. 316; Cass. 07/11/2023 n. 31926; Cass. 29/07/2025 n. 21845).
Le informazioni devono essere fornite con un linguaggio adeguato al livello culturale del paziente, comprensibile in relazione al suo grado di conoscenze specifiche e alla sua condizione soggettiva (Cass. 2177/2016). Non è dunque sufficiente consegnare un modulo standard: la completezza del consenso va esclusa ogni volta che il contenuto del modulo risulti generico (Cass. 07/01/2026 n. 316; Cass. 07/11/2023 n. 31926; Cass. 29/07/2025 n. 21845).
Il consenso all’atto medico deve essere sempre espresso direttamente dal paziente — anche in forma orale — e non può mai essere presunto o tacito.
Il diritto all’informazione in sintesi
Il paziente ha diritto a essere sempre informato, con linguaggio a lui comprensibile, in merito a:
— la natura dell’intervento e le sue possibili conseguenze, anche negative;
— le alternative terapeutiche disponibili e le conseguenze, anche pregiudizievoli, di ciascuna di esse.
Solo in questo modo il paziente sarà in grado di valutare rischi e benefici delle diverse opzioni e di assumere una decisione davvero libera e consapevole.